Recensione: ” La rete della vita” Fritjof Capra

Fritjof Capra

 “La rete della vita”

Nel tentativo di dare una risposta all’interrogativo: Che cos’è la vita? Fritjof Capra nel suo libro intitolato “La rete della vita” ci accompagna nei mondi della storia della filosofia, della scienza, della chimica e della biologia per scoprire una nuova visione della vita intesa come trama, rete di relazioni in evoluzione a cui tutti gli organismi viventi si collegano. Ripercorrendo la storia del pensiero sistemico, egli analizza vari campi di riflessione (ecologia profonda, cibernetica, teoria di Gaia) per arrivare a delineare un nuovo pensiero, che interpreta la natura e gli esseri viventi come “sistemi viventi” dove il singolo è strettamente interdipendente dai suoi simili e dal sistema tutto.Capra ha il merito di compiere una sintesi globale, fatta con un linguaggio preciso e metodico, della rivoluzione culturale che si verifica nell’ambito del sapere e della scienza e che consiste nel passare da un paradigma meccanicistico ad uno ecologico. La questione ruota attorno al dibattito tra le parti e il tutto, l’approccio meccanicistico era caratterizzato dall’importanza data alle parti, mentre la visione ecologica mette in risalto il tutto. L’autore dimostra come i modelli deterministici ereditati da Newton e Cartesio si siano rivelati sempre meno adatti a favorire la comprensione del mondo e degli individui: è necessaria una nuova visione sistemica della vita che si fondi sulle relazioni e la somma di queste relazioni, che legano le dimensioni della psiche, della biologia, della società e della cultura, porta alla configurazione più appropriata che è quella della rete. E’ cambiata la lente di lettura e ciò ha comportato un mutamento di paradigma nella scienza, ossia dalla fisica alle scienze della vita. Questo è un punto basilare per la costruzione delle fondamenta del nuovo sapere scientifico, poiché nel vecchio paradigma la fisica ha costituito la fonte e il prototipo di riferimento per tutte le altre scienze. Attualmente, la sfida dell’uomo impone nuovi obiettivi: bisogna diventare eco-competenti partendo dall’idea che lo schema fondamentale della vita è una rete, le relazioni fra i membri di una comunità ecologica non sono lineari, ma coinvolgono anelli di azioni circolari multipli. Pertanto, una perturbazione non resterà limitata ad un effetto isolato, ma probabilmente si diffonderà in configurazioni varie. Anche le sostanze nutritive, fondamentali per le reti viventi, si diffondono tramite cicli della natura. Le comunità umane per essere sostenibili dovrebbero essere consapevoli del contrasto evidente che oggi esiste tra economia ed ecologia e considerare che la natura è ciclica, mentre spesso i nostri sistemi industriali sono lineari. Pertanto, gli schemi di produzione e consumo delle nostre imprese dovrebbero imitare i processi ciclici presenti in natura. Tutto ha inizio dal sole, principale fonte di energia che, trasformata in energia chimica dalla fotosintesi delle piante verdi, alimenta buona parte dei cicli ecologici. Allo stesso modo, l’energia solare nelle sue varie utilizzazioni (elettricità fotovoltaica, riscaldamento), il vento per l’energia idroelettrica, le biomasse costituiscono quell’energia rinnovabile utile per un nuovo modo di vivere sostenibile. Leggere “La rete della vita” è come fare un viaggio a lunga percorrenza nel quale ti lasci guidare verso mondi di sapere diversi, ma uniti da un unico filo: il processo della vita che, secondo la Teoria Sistemica della Cognizione o Teoria di Santiago (Maturana e Varela), si identifica con la “cognizione”, il processo della conoscenza. Pagina dopo pagina si diventa un esploratore che acquista occhi diversi, all’inizio del viaggio si ha un tipo di bagaglio, il più utile e adatto al proprio essere, alla fine del percorso si lascia dietro di sé ciò che non serve, per lasciare spazio ad altro che prima non si immaginava fosse utile per sé, si diventa così artefice di un tragitto nuovo. La trama della vita è composta da reti che si intrecciano con altre reti, la tendenza comune è quella di ordinare questi sistemi all’interno di sistemi più grandi, secondo una struttura gerarchica, ma tale pensiero viene rivoluzionato dal formidabile gioco di incastri che sta alla base dell’impostazione di questo libro e dalla sua lettura ci si accorge che in natura non esistono gerarchie, ma solo reti dentro reti. Un esempio esplicativo è la teoria dei sistemi viventi che, come ci ricorda Capra, collega le comunità ecologiche con le comunità umane: entrambe hanno gli stessi principi di organizzazione e sono reti chiuse dal punto di vista organizzativo, ma aperte ai flussi di energia e di risorse. Negli ecosistemi la complessità della rete sta nel suo intreccio caratterizzato da biodiversità, che formano comunità ecologiche eterogenee e di conseguenza elastiche. Infatti, il concetto di diversità implica molte relazioni diverse, molti approcci diversi allo stesso problema, ragion per cui una comunità eterogenea è una comunità elastica che è in grado di adattarsi alle situazioni che mutano nel tempo. La diversità può essere un valore strategico solo se la comunità è consapevole dell’interdipendenza di tutti i suoi membri, l’essere diversi arricchirà tutte le relazioni e dunque sarà fonte di ricchezza sia per la comunità che per il singolo membro, ma se la società è frammentata in gruppi e individui isolati, la diversità può diventare una fonte di pregiudizi. Interdipendenza, riciclaggio dei rifiuti, flessibilità, diversità e partnership sono le indicazioni che l’uomo, nel viaggio della vita, dovrebbe seguire per creare un mondo sostenibile per sé e per le future generazioni. E’, dunque, ancora possibile cambiare le regole del gioco?Comprendere gli ecosistemi è la sfida del futuro prossimo? L’autopoiesi dei sistemi viventi è il segreto della vita? La dinamica dell’autogenerazione è stata identificata come una caratteristica fondamentale della vita dai biologi Maturana e Varela, che le hanno dato il nome di “autopoiesi” (letteralmente autoproduzione). Secondo questa teoria, definire un sistema vivente come una rete auto-poietica implica che il fenomeno della vita sia letto in termini di sistema preso nella sua totalità. In sostanza, come scrivono Margulis e Sagan “la vita non prese il sopravvento del globo con la lotta, ma istituendo interrelazioni”. L’autore Fritjof Capra alla domanda cos’è la vita? risponde, in definitiva, delineando le tre idee della configurazione a rete, del flusso di energia e dei cicli delle sostanze nutritive come fondamentali per il nuovo concetto scientifico di vita.

 Dott.ssa  Peritore Viviana

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